Ciao! buongiorno!

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. 
Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare; tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito erano presso Pi Achiròt, davanti a Baal Sefòn.
Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. E dissero a Mosè: «È forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto”?». Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agirà per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».
Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

Oggi si legge dell'uscita dall'Egitto, che è una "metafora". Come dice Mimmo Armiento (cercalo su youtube), l'esodo dall'Egitto è l'abbandono dalla schiavitù e la conquista della libertà. è l'abbandono della schiavitù del peccato e l'arrivo nella terra della "libertà dei figli di Dio", come si sottotitola un suo libro. Come succede per noi questa cosa? Pentendoci, chiedendo la misericordia e... con la grazia dei sacramenti. Il Signore ci vuole abbastanza piccoli da credere alla "favola" dei sacramenti: le "formule magiche" delle favole esistono veramente, come quelle dell'assoluzione nella confessione, e quei cibi e bevande che nelle favole "se li mangi ti trasformi in..." anche esistono veramente, nell'Eucaristia; gli unguenti magici, che se li usi diventi invulnerabile... anche ne esistono tre, nel battesimo, cresima e unzione degli infermi. La magia non esiste, le favole nemmeno, ma in realtà viviamo nella favola del Signore, che come per magia ci trasforma in Sé. Altre cose che si chiamano magia, lasciate perdere, non le voglio neanche nominare.

Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria.

Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare. 

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!

I carri del faraone e il suo esercito
li ha scagliati nel mare;
i suoi combattenti scelti
furono sommersi nel Mar Rosso.

La tua destra, Signore,
è gloriosa per la potenza,
la tua destra, Signore,
annienta il nemico.

Rispondiamo con il salmo, ringraziando il Signore, che davvero ci ha liberati dal peccato e ci impedisce di tornarci proprio come se fossimo arrivati nel deserto del Sinai e come se tra noi e il peccato ci fosse un mare intero, impossibile da attraversare per tornarci. Così è la grazia di Dio. Quando vogliamo e gli chiediamo di liberarci dal peccato, tanto fa e tanto ci tiene che apre il mare in due per farci passare dallo stato di peccato allo stato di grazia. I cavalieri di cui si parla, nella Bibbia e anche nelle favole, sono metafora dei demoni che ci tenevano sotto scacco quando eravamo vulnerabili alle loro tentazioni. Tentano di inseguirci in mezzo al mare, ma rimangono sommersi dalle onde. La grazia di Dio ci sostiene ed è immensamente più forte. Cantiamo al Signore, stupenda è la Sua vittoria.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». 
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. 
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Vogliamo vedere un segno, una prova, come "una magia", qualcosa che si trasforma come nelle favole. Invece no, non c'è altra "magia", altro momento magico nella storia, che il triduo pasquale, la passione, morte e resurrezione del Figlio di Dio, che allora ci ha dato Se stesso, ci ha consegnato il Suo Spirito, ci ha lasciato come pegno tutta la grazia necessaria per uscire dal peccato e risorgere con lui nella vita di grazia.

Quelli di Ninive, che oggi stanno in Australia, Canada, Stati Uniti e altrove... costretti a fuggire dalla persecuzione, giudicheranno quelli che non hanno creduto. Oggi vediamo come una vita in stato di grazia, come quella di San Charbel che si festeggia oggi, può benedire e proteggere un Paese intero. Questa fu anche una promessa di Gesù a santa Faustina: "Per te benedico la Polonia intera".

Cerchiamo di vivere in stato di grazia, e gli abitanti di Ninive non ci giudicheranno.

l'immagine mette a confronto una rappresentazione del corteo nuziale in Terra Santa e l'ingresso di Gesù a Gerusalemme una settimana prima della Sua Resurrezione

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