Ciao a tutti! Buona domenica!

Dal libro della Sapienza

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Leggiamo il libro della Sapienza. Sembra dirci che il Signore davvero è forte, ma, tanto desidera avvicinarsi a noi che siamo deboli, che anche Lui si fa debole come noi. "Non usa la forza", ma ci prende con la dolcezza. Ci viene a cercare per riportarci a Sé. Desidera il nostro pentimento e ci mette nelle condizioni più favorevoli per arrivarci. Ci vorrebbe prendere in braccio affinché ci arriviamo, senza toglierci la libertà di camminare con le nostre gambe. In questo senso, ci fa incontrare le persone giuste, gli amici giusti, suggerisce loro i buoni consigli da darci.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà.

Non abbiamo un giudice severo, che segna le nostre mancanze, ma un padre buono, a cui chiediamo misericordia. Fidiamoci che saprà come concedercela. Chiediamo la forza, il coraggio di pentirci, anche sacramentalmente, e ce li concederà. Ci ha dato Suo Figlio, come non desidera darci ogni altro bene insieme a Lui? Come dice san Paolo:  "Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?" (Rm 8,32). Ci vuole donare ogni bene affinché raggiungiamo il Figlio, e con Lui anche il Padre, come dice Giovanni "6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto»" Gv 14,6-7.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

Non sappiamo pregare. Troviamo difficoltà. Spesso non capiamo il senso del rosario, o accettiamo solo la preghiera spontanea, rifiutando quella liturgica, comunitaria, vedendo in essa solo la Chiesa e non il Cristo in carne ed ossa come accade veramente a messa. Nonostante tutto abbiamo ricevuto uno Spirito nel Battesimo, e lo Spirito è una Persona. Vive in noi, comunica in noi e con noi, si nutre in noi se noi ci nutriamo di Lui nella vita sacramentale. è lo Spirito di Cristo, che entra in noi e rimane alla porta del nostro cuore a bussare, per poter cenare in noi e perché noi ceniamo in Lui. "Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me." (Ap 3,20).

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

In questa parabola il Signore ci spiega: perché esiste il male nel mondo?, e risponde alla domanda di molti: "perché Dio se esiste non fa qualcosa? non ci risparmia i mali?".

Per un mistero ci dobbiamo convivere, poiché siamo nel mondo. Allo stesso tempo cerchiamo di non essere del mondo, che puzza di immondizia. Stiamo nel mondo, tra grano e zizzania, tra bene e male, ma possiamo scegliere di stare lontani dal male e fare il bene, stare lontani dalla morte e scegliere la vita, come ci disse nel Dt 30,19 "io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza".

Come evitare il male, il peccato, la morte? Ricorrendo al Signore della vita, nutrendo lo Spirito di vita, incamminandoci verso l'altare su cui ha sconfitto la morte e intorno al quale tutto è ordinato verso la vita, nutrendoci del Suo Pane di vita e del Suo calice di salvezza, preparandoci a ricevere spazzando il nostro cuore e passando il cencio. Lo zelo per la Sua casa ci deve divorare. Il nostro cuore è la Sua casa. Lui è l'ospite che aspettiamo per cena. Facciamogli trovare la casa brillante, che possiamo passare un bel momento di eternità con Lui.

 

l'immagine mette a confronto una rappresentazione del corteo nuziale in Terra Santa e l'ingresso di Gesù a Gerusalemme una settimana prima della Sua Resurrezione

Ricevi online in PDF il mio libro in inglese "Nuptial Symbols in Folk Traditions" (Simboli nuziali nelle tradizioni popolari) contattandomi per e-mail. Tratta specificatamente delle tradizioni popolari riguardo al matrimonio, confrontando ogni simbolo presente in esse con quelli biblici che ci parlano delle nozze celesti tra Cristo Sposo e la Chiesa Sposa. Puoi ricevere anche la mia tesi "La famiglia, chiesa domestica, vivificata nella vita sacramentale: La necessità della partecipazione ai sacramenti per vivere  la vita coniugale e familiare nella pienezza del Signore". Offerta libera!

  • Malta
    Malta
  • Siracusa
    Siracusa
  • Reggio
    Reggio
  • Pozzuoli
    Pozzuoli
  • Foro Appio e Tre Taverne
    Foro Appio e Tre Taverne
  • Roma
    Roma