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18Io penso che le sofferenze del tempo presente non siano assolutamente paragonabili alla gloria che Dio manifesterà verso di noi. 19Tutto l'universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli. 20Il creato è stato condannato a non aver senso, non perché l'abbia voluto, ma a causa di chi ve lo ha trascinato. Vi è però una speranza:21anch'esso sarà liberato dal potere della corruzione per partecipare alla libertà e alla gloria dei figli di Dio. 22Noi sappiamo che fino ad ora tutto il creato soffre e geme come una donna che partorisce. 23E non soltanto il creato, ma anche noi, che già abbiamo le primizie dello Spirito, soffriamo in noi stessi perché aspettiamo che Dio, liberandoci totalmente, manifesti che siamo suoi figli.

 

Buona domenica a tutti da Nazaret,

leggiamo san Paolo oggi, in particolare la lettera ai Romani. Rincuoriamoci se abbiamo qualche malanno, qualche preoccupazione e problemi. "3adi" si direbbe qui, cioè è "normale", non vale la pena farci caso e affliggersi.

San Paolo sembra dire: non ti crucciare se hai da soffrire per un po' di tempo, tutto il mondo soffre!

Mi ricorda la risposta di un bambino a un intervistatore che gli chiedeva perché l'amore fa soffrire. Il bambino non curante e con tutta la sua semplicità disse che non gli importava il soffrire, tanto "tutto il mondo soffre" (v. 19).

Perché il mondo soffre? San Paolo ce lo spiega, cioè perché esso è corrotto (v. 21), è ferito dalla corruzione. Pensiamo a come fanno soffrire le persone corrotte e come soffrono interiormente senza trovare una soluzione.

E quanto è grande questa sofferenza? tanto quanto il dolore di una donna che partorisce, il dolore più forte che l'essere umano conosca.

L'universo è paragonato da Paolo a quella donna che partorisce (v.22), mentre noi siamo effettivamente figli di Dio (v.19) che aspettiamo di vedere il volto di nostra Madre e di nostro Padre, cioè il volto di Dio (v.19).

Quell'universo che ci sta partorendo è anche la Chiesa, il Corpo mistico di Cristo, Cristo stesso. La Chiesa attraverso i sacramenti genera noi, suoi figli, in modo indolore, liberandoci dalla corruzione attraverso la grazia di Cristo Redentore.

La Chiesa è quella Madre che ci sta generando e rigenerando fino alla fine dei tempi, finché il suo volto non sarà "senza macchia né ruga, né alcunché di simile" (Paolo). Allora potremo finalmente vedere il volto più splendente di nostra Madre e quello perfetto e amorevole di nostro Padre.

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