Ciao!

Saluti da Nazaret, Terra Santa.

Grazie a tutte le persone che continuano a leggere e scrivermi commenti dopo quasi un anno che non aggiorno il sito con articoli. Mi incoraggiate e mi costringete a farlo.

Per ora sto scrivendo di tradizioni popolari, soprattutto sul matrimonio, per spiegare il significato biblico e teologico dei simboli presenti. Spero vi interesserà! e mi sono proposta di finirlo in questa estate.

Il Vangelo del giorno:

"16 «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in mano ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per servire di testimonianza davanti a loro e ai pagani. 19 Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che dovrete dire. 20 Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

21 Il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. 23 Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che il Figlio dell'uomo sia venuto."

Siamo "pecore", nel senso che non è prudente considerarsi troppo forti, e neanche troppo "protetti" dalla grazia divina tanto da poterla sfidare mettendosi in situazioni pericolose, cioè correndo il rischio di peccare. Questo lo dico sperando di non predicare solo bene... e lo dico anche a te, che per esempio stai valutando se andare a fare una vacanza col ragazzo. No, lascia perdere.

Siamo "in mezzo ai lupi", cioè non è che siamo in mezzo a persone cattive, che non esistono di per sé, ma persone che ancora non hanno scoperto quanta grazia è racchiusa nei sacramenti, come l'Eucaristia e la Confessione. Pensiamo a vivere nella grazia e a testimoniare con la nostra vita ciò in cui crediamo.

Siamo "prudenti". Nel senso etimologico, la prudenza non è una eccessiva attenzione, quasi una paura di quello che si sta per fare, che ci frena. La prudenza è una bella virtù e ha un'importanza centrale tra le altre virtù poiché è quella che ne definisce "il giusto mezzo", è la virtù che ci permette di non esagerare: in questo caso è quella che non ci fa diffidare della grazia di Dio e neanche ci lascia sfidarla.

Siamo "serpenti" in un misterioso senso positivo del termine e non solo perché fa rima con "prudenti". Il serpente nella Bibbia ha fatto anche figure buone, per esempio il serpente che avvolgeva il bastone di Mosè e che era figura del Cristo, o anche il serpente che per sbaglio ha morso san Paolo, il nostro caro, a Malta, e non gli ha inferto il suo veleno, come a riconoscere la sua santità ed esserne così "testimone" in mezzo ai maltesi che si convertirono a Dio dal paganesimo (vedi gli Atti degli Apostoli).

Siamo "semplici" poiché siamo "colombe", cioè apostoli che volano velocemente da un posto all'altro per portare la buona novella di Cristo. Non possiamo portare con noi tante cose, perché il nostro passo rallentererebbe e il Cristo sarebbe annunciato con ritardo a qualcuno. Dobbiamo essere semplici, portarci poche cose dietro, essere sobri, utilizzare l'essenziale e l'utile. Come diceva Madre Teresa: ciò che non mi serve mi pesa.

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