"Dalla lettera agli Ebrei

 

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile.

Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.

Per fede, Enoch fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano.

Per fede, Noè, avvertito di cose che ancora non si vedevano, preso da sacro timore, costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e ricevette in eredità la giustizia secondo la fede.

 

Parola di Dio"

Ciao a tutti!!! proverò a meditare questa bella lettera di san Paolo, nonostante mi senta arrugginita nella meditazione. Dall'Apostolo sappiamo che ci sono tre cose che contano: fede, speranza e carità e che la carità è la più grande di tutte (1Corinzi), ma in questo brano ci dice anche che tra la fede e la speranza, viene prima la fede, sulla quale poi si fonda la speranza. La fede non è solo l'inizio (fondamento) della speranza, ma è anche la sua fine, pienezza (prova), nel senso che ne dà una certezza ferma e completa, la porta al suo culmine, senza lasciare nessun dubbio.

Noi che siamo nel "mondo visibile" possiamo vedere quello "invisibile" con gli occhi della fede, e san Paolo ci dice che questo è possibile perché è avvenuto che viceversa, il nostro mondo visibile fu formato "per fede" e originato dal mondo invisibile.

Che cosa è la fede e che altro possiamo dire di essa? è ciò che permise ad Abele di essere più generoso verso il Signore che non vedeva ("offrì a Dio un sacrificio migliore"); la fede è ciò che ci rende più generosi verso il Signore e ci fa venire voglia di offrirGli sempre di più. La fede è ciò che ci rende giusti e ci fa superare e passare oltre e vincere la morte ("avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora").

Questo avvenne anche con Enoch: anche per lui la fede fu giustificazione e gradimento da parte del Signore per lui ("prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio."). La fede è fonte di tutta la nostra giustificazione davanti a Dio e di tutto il Suo gradimento della nostra vita ("Senza la fede è impossibile essergli graditi").

Per fede, Noè ebbe il dono della profezia, di vedere eventi che si stavano per verificare, fenomeni "invisibili" agli occhi umani, perché posti in un tempo futuro, anche se nel mondo visibile. La sua fede gli aprì gli occhi e la visione gli suscitò un saggio timore, timore per la salvezza della propria famiglia. Anche a noi, la fede deve portare al timore, dono dello Spirito invisibile, che ci mostra le cose invisibili, tra cui la prima e l'ultima è la salvezza della famiglia umana e le sue nozze eterne con Dio ("costruì un’arca per la salvezza della sua famiglia"). Teologi correggetemi se sbaglio, ma direi che l'arca di Noè somiglia alla Chiesa, che ci porta tutti in salvo, oltre questo diluvio che è la vita terrena. La salvezza della famiglia di Noè, capostipite di Semiti, Yafetici e Camiti e tutti i popoli del mondo, sembra figura della salvezza eterna e della comunione nuziale di tutti i popoli con l'unico Dio, comunione della Chiesa, arca di salvezza, con Cristo.

Buona giornata fratelli miei

EG

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