Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, 
in Cristo siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto, 
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Parola di Dio

Ciao a tutti! Leggiamo la liturgia di oggi. San Paolo parla agli Efesini e a tutti noi e in un breve brano ci offre un'infinità di significati.

"In Cristo siamo stati fatti anche eredi": grazie al Dio che si è fatto uomo e ha condiviso tutto della nostra umanità eccetto il peccato, siamo diventati come Lui figli di Dio, figli adottivi, e quindi anche eredi dell'eredità di Dio Padre, ovvero la beatitudine eterna, cioè una felicità smisurata che non possiamo descrivere a parole e neanche immaginare.

"a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo": oggi abbiamo solo la speranza e viviamo quella eredità nella speranza di riceverla, che è una certezza, perché con i nostri occhi già ne abbiamo la caparra a nostra disposizione, cioè siamo già nella grazia di Dio, la grazia di poter essere uniti a Lui nei sacramenti e poter diventare una cosa sola grazie ai sacramenti. Un giorno saremo "lode della Sua gloria": queste due parole, lode e gloria, appartengono al Suo regno e ci possiamo fare solo un'idea di quello che significano, usandole comunemente nel linguaggio della fede. Come la beatitudine celeste sta alla felicità terrena, così la lode della Sua gloria sta alle lodi che facciamo al mattino, se va bene. Abbiamo la caparra e da questa, vagamente ci possiamo immaginare la somma totale che riceveremo dal Signore un giorno. Come dice Paolo, veramente non possiamo paragonare la gloria che vedremo alle sofferenze di questo mondo, che in confronto sono ben poca cosa. Non vale la pena innervosirsi per i crucci che ci danno gli altri; è come se oggi ci rubano un centesimo, ma domani uno ci regalerà un milione. Vale la pena arrabbiarsi? No.

"avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso": quel sigillo è un marchio sulla nostra anima, con cui Dio ci riconosce come Suoi figli adottivi; è l'immagine divina stessa che è impressa nella nostra anima, in primo luogo con il battesimo, e poi l'immagine è rifinita con gli altri sacramenti; chi in un modo chi in un altro. Come è scritto (Luca 3,16) "Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.". Mi viene in mente la merca che si fa in Maremma, cioè quando si marcano gli animali proprio a caldo e rimane una specie di tatuaggio. Così, diciamo che Dio ci tatua l'anima col battesimo.

"coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria": abbiamo un'altra definizione di noi stessi, di essere umano. Non solo ci possiamo definire immagine di Dio, figli adottivi di Dio, ma siamo anche quel buon acquisto che si è fatto Dio, pagando caramente con il Suo sangue, con la Sua vita. Come siamo stati creati dal Padre per essere "immagine di Dio", in qualità di "immagine di Dio"; così siamo stati redenti dal Figlio per essere "lode della gloria di Dio", in qualità di "lode della gloria di Dio". E così, lodiamo la Sua gloria! Buona giornata gente!

 

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