Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

Parola di Dio

Ciao a tutti, "andiamo a commentare" (cit.) come disse quel tale. Premetto che ce la metterò tutta perché la riflessione sia una preparazione alla messa, quindi sarà scritta il giorno prima. Per non predicare bene e razzolare male (cit.) cercherò di fare la riflessione in italiano su una lettura del rito latino e quella in inglese su una lettura del rito maronita, che è quello che frequento.

San Paolo sa di essere nella "volontà di Dio", al posto giusto, un posto di onori e oneri, che non si è scelto lui e, visto come era messo quando era persecutore dei cristiani, non se lo sarebbe mai scelto.

E chi è che ci ha scelti "prima della creazione del mondo"? Dio Padre. Occhio, che questo "prima della creazione del mondo" è una grande cosa, significa che tutto ciò che ha creato lo ha creato per noi, in vista di noi, col pensiero rivolto verso di noi e "prima del tempo", prima che il tempo fosse creato, cioè nell'eternità. Ci ha scelti nell'eternità (prima che il tempo fosse) e per l'eternità (quando chiuderemo tutti bottega). Ci ha scelti per condividere l'eternità con noi.

Ci ha predestinati ad essere "figli adottivi": grazie a Dio abbiamo il concetto di adozione, che ci illumina sul significato di essere essenzialmente "figli adottivi di Dio", una bella definizione di essere umano. In altre religioni è vietata l'adozione. A qualcuno fa paura l'adozione perché davvero ci illumina sul nostro essere e sul nostro essere amati da Dio, da sempre, per sempre e in un modo sicuramente familiare.

In Cristo "abbiamo la redenzione", in particolare, come? "mediante il Suo sangue", cioè nell'Eucaristia. E in che misura possiamo avere potenzialmente "la ricchezza della Sua grazia"? secondo la misura di Dio, cioè infinitamente. Vado a messa e vedo il nostro padre Antoine che con tutta la devozione fa dondolare il turibolo, benedicendo tutto a 360° (non è un modo di dire), e mi chiedo quante volte dovrà dondolare quel turibolo per avere la pace nel mondo e un mondo in pace e in grazia di Dio? Bene, mi dico: anche una sola volta, perché quella grazia non è limitata da Dio che la dona, ma dal nostro cuore che non è capace di accoglierla tutta e dalla nostra mente affollata di pensieri del mondo.

Il Signore ci ha fatto conoscere "il mistero della sua volontà": non ci tratta da schiavi che non sanno niente e vengono trattati come chi non sa niente e non merita rispetto. Ci tratta come figli adottivi, così come ci ha scelti fino dall'eternità e in vista della futura eternità di comunione di amore tra Dio e noi. Siamo chiamati a trattare tutti i nostri simili non come schiavi ma come "figli adottivi di Dio". Anche quelli che sono brutti e antipatici, pure a quelli Dio Padre ha pensato ancora prima della creazione del mondo, solo per donar loro il Suo amore infinito. E così ogni essere umano merita un gran rispetto, come ci chiede Paolo altrove, di essere ascoltato come uno del quale Dio ha avuto misericordia, Dio si è dato cura di redimere.

Infine ci dice che siamo proprio destinati "alla pienezza dei tempi", quando il tempo del mondo creato sarà terminato e non ci rimarrà altro che l'eternità da vivere insieme a Dio. Questa eternità sta nel "ricondurre al Cristo" tutte le cose: è Gesù che ci permette ci essere uniti per sempre a Dio. Il Signore Gesù si è fatto uomo per farci come Lui, per portare tutta l'umanità all'unione con Dio Uno e Trino; è il Cristo che ha rigenerato la Chiesa Sua Sposa dal Suo costato, mostrandoci i simboli dei sacramenti, mostrandosi fonte di ogni grazia e rivelandoci il destino di noi Sua Chiesa, di vivere le nozze eterne con Lui.

 

 

 

 

 

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