Riporto il diario di una viaggio sulla via di san Paolo tra Pozzuoli e Roma, scritto da don Fernando Carannante, a cui ha partecipato tra il 2 e il 3 giugno 2011 la parrocchia dei santi Luca, Eutichete e Acuzio di Pozzuoli. 

 

 

 DIARIO DI UN VIAGGIO 2 e 3 giugno 2011

(a cura di don Fernando Carannante)

 

Finalmente il sogno diventa realtà. Dopo un anno di incontri per costruire questo viaggio per ricordare il 1950° anniversario dell’approdo di Paolo a Pozzuoli, della sua permanenza di sette giorni, accolto e ospitato dai fratelli puteolani, e della sua partenza per Roma, anche noi, comitato organizzatore e atleti siamo pronti per partire.

Come ogni buon pellegrino, anche io ho preso penna e taccuino e ho incominciato a buttare giù i momenti più salienti di questo viaggio. Ho pensato che essendo la prima volta valeva la pena appuntare le cose belle e anche le varie osservazioni che ci potrebbero servire per una prossima esperienza.

Paolo arriva a Pozzuoli: Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Partimmo quindi alla volta di Roma” (Atti 28,14).

PARTIAMO ANCHE NOI ALLA VOLTA DI ROMA

 

Giovedì 2 giugno:

Ore 6 partenza con il pullman dalle stufe di Nerone: Il pullman è della ditta Carnevale guidato da Vincenzo.

Sul pullman salgono: don Fernando Carannante (guida spirituale), Pasquale C. (terme stufe di Nerone) con la moglie Raffaela e la figlia Emiliana (medico), Silvio S. (podista), Varriale (podista)  con la moglie Elena, Francesco (podista), Francesco (podista), Raffaele (podista), Giuseppe (podista), Francesco (podista) con la moglie Maria, Vincenzo (podista), Domenico (podista), Giovanni (podista).

Ore 6,15:  Anfiteatro di Pozzuoli. A piedi scendiamo al Rione Terra. Davanti al cancello del Rione Terra, dove ci attendono tre persone, don Fernando invoca la benedizione del Signore perché l’iniziativa abbia un sereno svolgimento e un auspicato compimento. Con la teca, contenente il messaggio di Paolo, si sale in pellegrinaggio fino all’anfiteatro Flavio.

Ore 7.00: si compone la carovana di partenza. E’ presente la macchina della polizia. Ci raggiunge il pulmino dell’accademia aeronautica con 12 atleti (10 uomini, tra cui il generale dell’esercito e due donne [...].

 Inizia il cammino. Quando parte Il primo tedoforo, il Gen. Angelotti Aniello, proviamo tutti una grande emozione che esterniamo con un grande applauso. Il Generale, con in mano la teca, percorre un breve tratto della Domiziana, fino al Banco di Napoli. All’inizio di via Campana partono due atleti dell’accademia e un finanziere. Passando per Quarto, Qualiano, Villaricca, Giugliano, arriviamo ad Aversa alle ore 9.  Gli atleti dell’Accademia tornano in Accademia.

Ad Aversa (molto devota a S. Paolo, tanto che ne è il Patrono della città)  veniamo accolti con grande entusiasmo dall'assessore allo sport Savino Vittorio e passando per il centro storico di Aversa con tre atleti del gruppo sportivo di  Aversa percorriamo la via fino a Taverola. Qui gli atleti di Aversa consegnano la teca ai due atleti  finanzieri che con  due  atleti delle Stufe di Nerone  si alternano attraversando  S. Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Capua fino a Vitulazio.

Sia i due finanzieri che i due atleti delle stufe di Nerone tornano indietro per motivi di lavoro. I finanzieri tornano con la loro macchina, mentre i due atleti delle stufe di Nerone vengono accompagnati dal pulmino dell’aeronautica militare, che ha funzionato da supporto logistico. Intanto ci ha raggiunto con la sua macchina anche Gennaro P. con la moglie.

 Intanto a Vitulazio la teca viene prelevata dal gruppo sportivo di Vitulazio “Le lepri di Vitulazio” composto da 5 atleti [...], che si alternano lungo tutto il percorso, attraversando Sparanise, Francolise, Carinola, Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Villa Literno fino al vecchio ponte sul Garigliano, dove salutiamo gli atleti di Vitulazio.

Ore 15.00: gli atleti delle stufe di Nerone riprendono il cammino, alternandosi due alla volta, passando per Minturno, Scauri, fino  a Formia, percorrendo così i primi 100 Km.

 A Formia, considerato che il percorso diventava troppo angusto e avrebbe ostacolato la circolazione, si decide di procedere in pullman attraversando Itri, Fondi, Sperlonga fino a Monte S. Biagio. Qui due podisti delle stufe di Nerone riprendono il cammino fino a Terracina dove, arrivati alle 17,30,  ci rechiamo nella Concattedrale di S. Cesareo, dove veniamo accolti dal Parroco don Peppino Mustacchio al quale consegniamo la teca che viene deposta sull'altare.

Alle ore 18.00 rendiamo grazie al Signore partecipando alla celebrazione eucaristica insieme alla comunità. Presiede la celebrazione don Fernando, per desiderio di don Peppino, che concelebra. E’ stata una celebrazione molto partecipata. Don Fernando nell'omelia, facendo riferimento alle letture del giorno (S. Paolo negli Atti degli apostoli) ha spiegato il senso di questo cammino e il significato della teca. Tutti i presenti hanno accolto con gioia questa iniziativa, dato che a Terrracina conservano segni del passaggio di S. Paolo, per cui il Parroco ci ha manifestato il desiderio di programmare una migliore partecipazione per la prossima esperienza. Intanto alla fine della celebrazione si sono uniti a noi anche gli atleti di Terracina  del gruppo sportivo “Podistica Terracina” con la loro divisa (circa quindici persone) che hanno accolto l’invito di unirsi a noi il giorno 3 giugno per continuare il cammino.

Alle 20,30 ci ritiriamo per la cena e il riposo nella casa Don Orione. Qui consumiamo una cena molto austera, da veri sportivi e pellegrini. Dopo la cena socializziamo con Terracina godendoci una breve passeggiata e ritorniamo al Don Orione dove ci attendono, ad eccezione di Don Fernando che ha il privilegio di avere una stanza tutta sua, grandi camerate da 6 e 9 letti per cui le donne hanno occupato la stanza a 6 letti e gli uomini le altre camerate. Più sportivi e pellegrini di così, si muore.

 

Venerdì 3 giugno 2011

Ore 6.00 Sveglia e colazione (sempre molto spartana)

Ore 7.00 appuntamento in Concattedrale con gli sportivi di Terracina.Preghiera di inizio giornata, benedizione per la ripresa del cammino e consegna della teca agli sportivi di Terracina.

Ore 7,15 i cinque tedofori di Terracina [...] partono recando la teca e, uscendo da Terracina, percorrono la via Appia  per 3 Km. Al termine del tratto della vecchia via Appia, salutiamo gli atleti di Terracina che consegnano la teca a due  sportivi delle stufe di Nerone  che riprendono il cammino fino ad immetterci sulla fettuccia di Terracina. Qui si prosegue in pullman, essendo una strada di scorrimento veloce,  fino fino a Latina dove ci fermiamo al Foro Appio (ore 9,30).

I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio”(Atti 28,15).

Al Foro Appio, come per S. Paolo che gli vengono incontro dei fratelli da Roma , anche noi veniamo accolti dal Parroco della Chiesa Vergine SS. Rosario – Borgo Faiti (LT) don Luigi Venditti e da alcuni suoi collaboratori.

 La Chiesa, eretta nel 1945,  è stata dedicata alla Madonna mentre il luogo ricorda l’incontro di Paolo con i fratelli di Roma. La Parrocchia sorge sul territorio dell’Agro Pontino nell’antico Foro Appio, fondato dal censore romano Appio Claudio nel 312 a.C., quando diede compimento alla famosa via Appia, la”regina delle strade”. L’antico Foro Appio segnava la prima stazione che doveva servire come luogo di ristoro per coloro che partendo da Roma, recandosi a Capua e poi a Brindisi,a sera, raggiungevano questa località. Col passare del tempo la famiglia Claudia volle dare maggiore splendore a questa località fino a darle un vero aspetto di città. Ora restano pochi ruderi dell’antico Foro (che si possono visitare presso una proprietà privata non distante dalla Chiesa) ma dagli storici non viene cancellata questa località. Il Foro Appio viene menzionato da Orazio, Tito Livio, Strabone, Plutarco, Svetonio e altri scrittori antichi. Anche S. Luca negli Atti degli Apostoli menziona l’incontro di San Paolo con i cristiani di Roma proprio nel Foro Appio. (notizie storiche desunte dal libro “Cenni storici sulla Parrocchia di Borgo Faiti” donatoci dal Parroco don Luigi).  Don Luigi ci riferisce che anche loro hanno celebrato il 1950° anniversario del Passaggio di Paolo e sarebbe contento se,. in una prossima esperienza, potrebbe essere coinvolto con la comunità. Nella Chiesa vi  sono due grandi dipinti , opera del Prof. Stuto (anno 1982) di cui uno rappresenta la conversione di Paolo sulla via di Damasco mentre il secondo dipinto rappresenta lo storico incontro al Foro Appio di Paolo con i fratelli venuti da Roma. Vi è inoltre una statua di S. Paolo e due nuove tele su S. Paolo e S. Pietro.

Su suggerimento di don Luigi Venditti ci rechiamo con il pullman presso la Parrocchia S. Paolo Apostolo, curata dai sacerdoti missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, presso la località Tor Tre Ponti dove, essendo i sacerdoti impegnati per il primo venerdì del mese,  veniamo accolti dalla Sig.ra  Anna Maria, che si occupa della casa dei sacerdoti. La Chiesa,realizzata per volontà di Papa Pio VI nel 1796,  fu dedicata a S. Paolo in ricordo del suo passaggio in quei luoghi.

 Verso le 13.00 partiamo con il pullman alla volta di Ciampino dove abbiamo appuntamento con i vigili urbani di Roma per fare l’ultimo percorso attraverso la via Appia Antica. Lungo la strada ci fermiamo ad Ariccia dove, c’era da immaginarselo, ci rifocilliamo con la porchetta di Ariccia (appena un panino a testa). Da Ariccia percorriamo l’ultimo tratto in pullman fino a Ciampino.

Alle 15.00 arrivano  tre auto dei vigili urbani  e con loro concordiamo che i tedofori percorreranno da soli  la via Appia Antica (circa 11 Km). E’ stato molto emozionante vedere cinque tedofori delle Stufe di Nerone, recanti la teca, immettersi sulla via Appia Antica per percorrere quella stessa strada che 1950 fa  aveva condotto Paolo a Roma

 Intanto noi con il pullman, preceduti dalla macchina dei vigili urbani, proseguiamo  fino alla via Ardeatina, dove ci fermiamo presso le Catacombe di S. Callisto.

Verso le 16.00 è stato bello vedere  i cinque atleti, preceduti e seguiti dalle macchine dei vigili urbani, sbucare sul tratto della via Ardeatina dove li abbiamo accolti con un grande applauso di incoraggiamento (come fecero i fratelli che incoraggiarono Paolo a proseguire verso Roma). Sulla via Ardeatina si è ricomposto il corteo di marcia con tutti i tedofori delle Stufe di Nerone scortati dalle macchine dei vigili urbani, mentre anche noi ci siamo accodati con il pullman per percorrere l’ultimo tratto fino al Largo delle Sette Chiese.

Alle ore 17.00 ci siamo raggruppati tutti al Largo delle Sette Chiese, dove avremmo dovuto incontrare il Vescovo con i pellegrini venuti da Pozzuoli. Purtroppo essendo giornata lavorativa, mentre noi pensavamo ad un possibile ponte, abbiamo trovato ad attenderci solo il figlio di uno dei podisti che vive a Roma.

N.B.: Da un consulto con i componenti della “Via di S. Paolo”, abbiamo comunicato al Vescovo già nella mattinata di non venire fino a Roma, prevedendo la mancanza dei pellegrini e ripromettendoci di fare un incontro con lui al nostro rientro per condividere con lui la nostra stupenda esperienza. Il Vescovo ha concordato con noi questa decisione chiedendomi di salutare il Cardinale arciprete della Basilica S. Paolo.

Partendo dal Largo delle Sette Chiese abbiamo percorso tutti insieme, camminando con la gioia nel cuore,  l’ultimo tratto (circa un Km) fino alla Basilica  di S. Paolo, dove alle ore 18.00  veniamo accolti dall'arciprete della Basilica il Cardinale Francesco Monterisi, che ci accompagna nella cappella di S. Benedetto, dove celebreremo la Santa Messa di ringraziamento.

Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per suo conto con un soldato di guardia(Atti 28,16).

 Come per S. Paolo anche a noi viene concesso di sostare con  il Cardinale Monterisi che ci esprime la sua gioia nell'accoglierci e ha parole di incoraggiamento per l’esperienza fatta, ritenendola altamente significativa come forma di nuova evangelizzazione e promozione della conoscenza dell’Apostolo Paolo. Don Fernando apre la teca e legge i due brani trascritti sulla pergamena.

Uno tratto dagli atti degli apostoli 28,11-16:

Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l'insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell'isola. Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni. Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l'indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma. I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio.Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia”.

  l’altro dalla prima lettera ai Corinti 9,24-27:

 “ Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l'aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato”.

 Il Cardinale prende in consegna la teca con la pergamena e dice che verrà custodita tra le cose più preziose della Basilica. Pasquale C. si avvicina al Cardinale e gli dice:”Ve la consegniamo in custodia ma ci ripromettiamo di venirla a riprendere l’anno prossimo nel mese di maggio per ripetere l’esperienza che certamente sarà molto più coinvolgente di quest’anno”. Il Cardinale sorride compiaciuto di tanto entusiasmo e si augura di essere Lui ad accoglierci di nuovo per condividere con noi questa esperienza unica e da riproporre per coinvolgere ancora di più le comunità civili e parrocchiali per intensificare l’amore verso l’Apostolo delle genti, che ha privilegiato come mezzo di evangelizzazione “LA VIA”.

Dopo il saluto del Cardinale, don Fernando si appresta a celebrare la Santa Messa di ringraziamento. Sono presenti tutti i partecipanti (20 persone) a cui si sono aggiunte altre dieci persone, provenienti da Pozzuoli e qualche altra venuta per condividere con noi la gioiosa esperienza. La celebrazione della Santa Messa nella cappella di S. Benedetto è stata molto sentita e partecipata. Don Fernando nell'omelia ha richiamato il senso di questo pellegrinaggio tra fede-sport e cultura e ha invitato Pasquale C. a manifestare la sua gioia per un ‘avventura che sembrava molto difficile da realizzare e che invece S. Paolo ci ha permesso di vivere. Pasquale ha manifestato con gioia ed emozione la sua gratitudine al Signore e a quanti hanno creduto con  lui in questa impresa e ha subito proposto di metterci  al lavoro per programmare la prossima “Via di S. Paolo”.

Al termine della celebrazione ci siamo recati tutti insieme sul sepolcro di S.Paolo per un breve momento di preghiera e per chiedere la benedizione dell’Apostolo delle genti, perché ci aiuti a diventare come lui infaticabili annunciatori del Vangelo utilizzando lo stupendo canale dello sport, specialmente la maratona, che permette al Vangelo di correre per le strade del mondo, come abbiamo cercato di fare noi trasformando lo sport e la cultura in una stupenda esperienza di fede.

 

Alle 19,30 siamo ripartiti con il pullman da Roma condividendo tra di noi la gioia di aver fatto qualche cosa di bello per noi e per la Chiesa di Pozzuoli. Alle 22.00 siamo arrivati alle stufe di Nerone e ci siamo abbracciati soddisfatti, ripromettendoci di incontrarci tutti con il Vescovo per condividere con lui le emozioni di questo viaggio sulle orme di S. Paolo.

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